venerdì 25 marzo 2011

Anteprime cinema: Dark shadows, iniziano le riprese!

A breve, ad aprile, pare inizino le riprese dell'attesissimo nuovo film di Tim Burton che vedremo nel 2012.
Lo spunto sembra intrigante, è ripreso da una serie tv gotica americana trasmessa con successo negli anni '60-'70. Con oltre 1.225 episodi, Dark Shadows aveva come protagonisti il meglio della narrativa horror e gothic, quindi mostri, vampiri, streghe, fantasmi, lupi mannari e zombie.
Continua alla grande il perfetto sodalizio Burton-Depp, insieme sul set per l'ottava volta: ad interpretare il vampiro protagonista Carnabas Collins sarà proprio l'affascinante Johnny Depp.

Il cast si preannuncia molto ricco infatti la moglie di Burton, Elena Bohnam Carter, vestirà i panni di un'esperta di malattie ematiche; Michelle Pfeiffer sarà la matriarca della famiglia protagonista del film; Eva Green  interpreterà invece una strega.

La gothic-soap originale degli anni '60-'70

Con grande gioia dei suoi tanti estimatori (ci sono anch'io), Tim Burton torna al suo genere prediletto.
E speriamo allora che stavolta ci azzecchi ed esprima al meglio tutta la sua vena dark, molto penalizzata nell'ultimo costosissimo ma poco fantasioso Alice in wonderland.

martedì 22 marzo 2011

DVD: Priscilla, la regina del deserto*** di Stephan Elliott - 1994

"Ehi tu, brutta manza, appiccati il fuoco al cordino del tampax e fatti esplodere la caverna; è l'unica botta che puoi avere"(battuta tra le più famose del film)

Priscilla è un torpedone lilla che accompagna due drag queen (Hugo Weaven e Guy Pierce) e un transessuale (Terence Stamp) in un viaggio attraverso il deserto per raggiungere una città dell'Australia dove la moglie di uno di loro ha organizzato una tournée. Viaggiano, ballano, incontrano nuove persone, provocano risse e insofferenza, parlano, condividono e nel frattempo approfondiscono la loro amicizia.

Grande film che anticipa un genere e che conduce in questo mondo diverso raccontandolo con semplicità e normalità, facendolo vivere tramite il viaggio e i caratteri dei tre protagonisti. Si percepisce una solitudine di fondo causata dall'incomprensione del mondo per tutto ciò che risulta diverso dagli standard consentiti, ma l'unione delle loro solitudini dà vita ad una salda amicizia e ad un sano contorno di persone dalla mentalità aperta.


Bellissima la fotografia, dove ai colori caldi e dorati del deserto si contrappongono quelli sgargianti dei costumi eccentrici delle protagoniste.

domenica 20 marzo 2011

Al cinema: Biutiful*** - di A. G. Inarritu

”In qualche modo Biutiful è, di nuovo, su un tema che mi ossessiona da tutta la vita e che ossessiona il mio lavoro: è un film sulla paternità, sulla paura di perdere un padre, di essere padre e su quel momento in cui cominci a diventare il tuo proprio padre e i tuoi figli cominciano a diventare te”- A.G. Inarritu.

Molto diverso dai precedenti film (Amores perros, 21 grammi, Babel) sempre incentrati su storie di più personaggi che poi si intrecciano casualmente componendo un quadro d'insieme. Per la prima volta infatti Inarritu realizza un film senza la sofisticata sceneggiatura di Guillermo Arriaga e risulta dunque così diverso dai precedenti. La sceneggiatura del film è lineare, segue passo passo la difficile storia di Uxbal (Javier Bardem), uomo che vive di espedienti in una Barcellona di emarginati e padre amorevole e preoccupato per la sorte dei propri figli.

La sua situazione è disperata: è malato di cancro e ha una moglie con gravi problemi psichici. La paternità è molto sentita da Uxbal, che si preoccupa sopra ogni altra cosa per la sorte dei propri figli e spera, cerca fino all'ultimo di garantirne almeno la sopravvivenza. Ma non c'è speranza alcuna in questo film, la sorte di Uxbal e della sua famiglia è segnata e si rinuncia da subito ad un chiaramente improbabile lieto fine. Viene resa bene la miseria umana: fragile e commovente quella di Malambra (la moglie,Maricel Álvarez), molto dignitosa quella di Uxbal, meschina e cinica quella di vari altri personaggi che ruotano attorno.
Insieme alla paternità, la miseria è protagonista del film, prende il sopravvento su tutto, si respira in ogni scena e non ci lascia neppure per un attimo.

Inarritu ci mostra tramite Uxbal tutto il dolore di vivere (e di morire) e tutto il cinismo del mondo. Senza patetismo, con lucidità e realismo. Biutiful non è Beautiful.

Javier Bardem si conferma eccellente, espressivo e capace di dar vita a personaggi difficili e complessi di straordinaria umanità, quella che non si vede, che vive ai margini della vita.

giovedì 17 marzo 2011

Video cult: Trainspotting di Danny Boyle

Buonanotte con un autentico cult accompagnato da una colonna sonora indimenticabile

martedì 15 marzo 2011

Al cinema: Rango***1/2 - di Gore Verbinski

Molti film d'animazione sono migliori di tanti altri film. E non fanno annoiare i genitori che accompagnano i bambini al cinema, nè rimpiangere il film a cui si è magari rinunciato per far felici i piccoli! 

E' il caso di questo originale western-movie che ha un inizo strabiliante e comico: il camaleonte Rango, abituato a vivere in un acquario in compagnia di un pesce finto, un busto di donna, un insetto morto e qualche ornamento tropicale, si convince di essere un attore sul set. Quando un brusco incidente lo catapulta in mezzo al deserto inizia la sua grande avventura nella vita, nel "wild west", a contatto con altri animali, stavolta vivi e vegeti, spesso pericolosi. L'attore anti-eroe cercherà di salvare la cittadina Polvere dalla mancanza d'acqua e, dopo aver deluso tutti, si trasformerà infine in vero e coraggioso eroe. Per farlo sarà costretto ad intraprendere un curioso ed incredibile viaggio anche esistenziale, principalmente rivolto alla ricerca di una propria identità.



Atmosfere alla Sergio Leone e varie citazioni cinefile, alcune immagini iniziali che ricordano quadri di Dalì e De Chirico, personaggi interessanti e sfumati con finezza psicologica e umorismo, temi ecologici messi fortemente in risalto, bella musica e naturalmente una regia efficace.
Tutto questo lo rendono infatti tra i film più originali e simpatici degli ultimi anni, nonchè intelligente stimolo per i bambini. Che non hanno bisogno di essere sempre riempiti di facili idiozie e banalità, a quello già ci pensa la televisione (con qualche rara e gradita eccezione, per fortuna).

domenica 6 marzo 2011

DVD: Turistas**1/2 di John Stockwell - 2006

Un giovane gruppo di turisti di diversa nazionalità si ritrova su una stupenda spiaggia brasiliana: qui si lasciano coinvolgere in una festa che dura tutta la notte, dove vengono drogati ed addormentati per essere rapinati. La vacanza si trasforma presto in un incubo, si ritrovano loro malgrado in una torbida avventura nella jungla brasiliana, vittime di un ipotetico e sconvolgente destino.

Atmosfere alla Lost, similitudini con Hostel (ma meno violento del film prodotto da Tarantino), senso di ineluttabilità di un destino misterioso ed incomprensibile sono gli ingredienti principali di questo film ben realizzato da Stockwell che fa leva sulle intime paure sotterranee dell'uomo. Il regista si dedica principalmente a questo e alla costruzione minuziosa della suspence e della trama, molto meno agli effetti visivi truculenti.


Criticatissimo dal governo brasiliano, che ha accusato il regista di mostrare un'immagine negativa e spaventosa del Brasile anche se in realtà, ripeto, si concentra  sull'approfondimento psicologico delle fobie umane in una realtà ineluttabile e spiazzante, tutto il resto è davvero in secondo piano.
E riesce a farlo realizzando un film avvincente e teso, ben costruito, claustrofobico e girato con una certa capacità registica.

giovedì 3 marzo 2011

Al cinema: 127 Hours***1/2 - di Danny Boyle (Selezione Paperblog "Migliori articoli di cinema")

Danny Boyle si è messo  alla prova con un film narrativamente complesso, quasi tutto ambientato in una grotta e con una trama di base relativamente semplice. Che è riuscito a movimentare in modo fantastico, tanto da rendere il film avvincente e adrenalinico, coinvolgente.

E' la storia vera di un giovane escursionista, Aaron Ralston (interpretato da James Franco), che dopo una caduta si ritrova con il braccio bloccato da un masso, stretto nelle gole di un canyon. Ci rimarrà 5 giorni, in cui non solo affronterà le avversità di una strenua sopravvivenza, ma anche se stesso e i propri fantasmi, comprensivi di allucinazioni e ricordi.

Lo stile di Boyle è unico e riconoscibile fin dalle prime scene: una danza frenetica di immagini, una fotografia bellissima accompagnata da ritmo incalzante e musica strepitosa. Energetico, stiloso. E con uno sguardo attento e indagatore sulla natura umana, sull'interiorità tanto da coglierne l'intima essenza.

Boyle aveva iniziato in modo incisivo e dirompente con Trainspotting, continuato alla grande con The Millionaire e si è confermato ulteriormente con questa prova sperimentale, in cui riescono solo i grandi registi (altri titoli interessanti: The Beach, 28 giorni dopo, Piccoli omicidi tra amici).
Dopo gli 8 Oscar di The Millionaire, Danny Boyle aveva Hollywood ai suoi piedi e la possibilità di fare qualsiasi cosa perchè chiunque era disposto ad investire su di lui affidandogli budget prestigiosi. Eppure ha preferito la sfida di una storia tutto sommato semplice (ma proprio per questo complicata) e con un piccolo budget.
Quando ci sono le idee e si possiede anche stile, originalità e coraggio...

mercoledì 2 marzo 2011

Al cinema: Ladri di cadaveri** - di John Landis

Film particolare ma che non si distingue per la sua particolarità.

La regia è di John Landis, che torna dopo una lunghissima e sentita assenza ... c'è una certa delusione, ci si aspetta molto di più da uno dei registi tra i più originali del pianeta.

Dopo film cult come The Blues Brothers, il meraviglioso Un lupo mannaro americano a Londra, Tutto in una notte, Animal House e tantissimi altri degni di nota ...  forse bisogna avere meno aspettative, sembra difficile per molti artisti avere grandi ispirazioni o lampi di genio di questi tempi. Chissà.
Nella Scozia di inizio Ottocento due truffatori diventano inizialmente ladri di cadaveri per far fronte alle richieste di un importante anatomista per le proprie lezioni; essendo il mercato in crescita, successivamente diventano assassini, l'uno per arricchirsi e l'altro per conquistare la donna di cui si innamora.

Il film è grottesco, ironico, di un umorismo molto inglese infatti l'omicidio diventa un fatto rocambolesco e preso con la massima leggerezza (tanto - si dice nel film - ogni uomo esce dal grembo materno già condannato a morire); i due farabutti sono l'uno cinico e materialista, l'altro incantato e ingenuamente romantico, si contrappongono bene. Tutto qui però.

 Mi è piaciuta la scritta a inizio film:

"Questa storia è ispirata a fatti reali, tranne quelli che non lo sono"

che già dichiarano l'onesta disonestà di Landis nel trattare liberamente ed artisticamente i fatti, mescolando a suo piacimento realtà e finzione al contrario dei soliti e sempre più film che invece vantano di trattare storie vere. 

Manca però l'irriverente e dirompente anarchia di un tempo, questo film sembra solo un puro "divertissement" per il regista, senza alcuno scopo particolare.

John Landis