martedì 31 maggio 2011

Al cinema: Mezzanotte a Parigi *** di Woody Allen (Selezione Paperblog Cinema)

Una piacevole sorpresa il nuovo film di Woody Allen che ha aperto il Festival di Cannes (fuori concorso).

Gil (Owen Wilson), uno scrittore americano a Parigi per un breve soggiorno con fidanzata (molto concreta e poco sognatrice) e suoceri, passeggia da solo in una stradina quando, all'improvviso, un'auto accosta e lo convince a salire. Da quel momento ogni sera allo scoccare della mezzanotte si ripeterà questa magia che lo trasporterà in un'altro periodo storico, quello spumeggiante della Belle Epoque, piena di artisti di grande valore e fascino come Fitzgerald, Bunuel, Picasso, Dalì ed altri con cui disquisire di argomenti brillanti e a lui congeniali. E incontrerà anche Adriana (Marion Cotillard), intrigante e colta, un vero sogno per Gil.

Questo viaggio in un passato molto più stimolante del suo presente dà un senso alla sua quotidianità, diventa insomma un luogo dove trovare espressione di sè, sollievo e in cui rincorrere liberamente sogni e passioni.

Il confronto con i suoi desideri più intimi gli fa capire che cosa cambiare nella sua vita vera per riuscire a vivere davvero i propri sogni.

Marion Cotillard e Owen Wilson
Grande Woody Allen, che ci offre una commedia brillante, spiritosa, piena di battute divertenti e che allo stesso tempo riesce ad affrontare con leggerezza temi in realtà tutt'altro che leggeri, di una vita in bilico tra sogni inespressi e solida concretezza. Stranamente positivo e propositivo, quasi ottimista rispetto agli ultimi film... che gli sarà successo???

Stellare il cast, come sempre. Retrò e da cartolina la fotografia dedicata all'amata Parigi e alla dorata Belle Epoque.

Al cinema dal 14 ottobre 2011.

domenica 29 maggio 2011

Al cinema: The tree of life **** di Terrence Malick

Sinceramente l'ho trovato complesso e difficile da seguire, fin troppo ricercato e cinematografico. Non lo consiglio se siete particolarmente stanchi (ed io ero stanchissima), vi perdereste la grazia e la poesia sicuramente di un capolavoro (ho fatto uno sforzo enorme pensando che avrei rischiato di perdere qualcosa di bello, anche se allo stesso tempo mi rendevo conto che mi aspettava un gran bel macigno ...).

Dunque conviene andarci quando siete freschi come roselline! Perchè dovrete concentrarvi sulle bellissime e potenti immagini che si soffermano a lungo sui particolari, sulle espressioni, sulle poche parole dette e sulle tante non dette, ma che dicono.

Insomma, viene richiesto un bell'impegno ma è da vedere, da cercare di capire (e non è semplice). Infatti io penso che dovrò rivederlo una seconda volta ... c'è chi dice che devo essere un po' masochista!

Se vi può consolare, allora vi dico che fin dalle prime scene capirete quanta arte c'è in questo film, infatti Malick attraverso la semplice vita di una famiglia della provincia americana degli anni '50 riesce ad avvicinarsi al concetto universale della nascita del cosmo e della vita per parlare del mistero che vi è in tutto questo.

Un grande dolore, la perdita di un fratello, segna indelebilmente Jack (Sean Penn) che, arrivato a 50 anni, continua a convivere col ricordo di un fratello morto in giovane età. E proprio dal ricordo di quella morte prematura parte il racconto di Malick, imperniato sulle figure dei genitori, una madre dolce e caritatevole (Jessica Chastain) e un padre amorevole, ma più introverso e duro (Brad Pitt).

Tutto ciò che si ha può essere all'improvviso negato e rendere la vita insensata, far ricercare un nuovo inizio di ordine e senso, partendo appunto dall'infinitamente grande del Cosmo per arrivare all'infinitamente piccolo della Materia. Malick riparte quindi dall'inizio della vita e lo fa con una serie di lunghe immagini accompagnate da musica classica che ricordano 2001: Odissea nello spazio, per riuscire innanzitutto a ricostruire un senso biologica e successivamente umano.


Bello il messaggio di questo film, giusto vincitore della Palma d'Oro a Cannes: ciò che importa, aldilà del caso o di Dio che predispone felicità e dolore, è la capacità di amare la vita a qualsiasi costo, di rimanere aperti a tutto ciò che da essa arriva. La morte va accettata, fa parte del cerchio della vita che si ripete sempre uguale nei millenni.
Le mie parole o quelle di chiunque altro poco possono per rendere il significato di un film che riflette sulla vita, poetico e dolorosamente compassionevole verso l'umanità. Parlano le immagini. Non vi resta che vederlo, capirete che cosa intendo.


venerdì 27 maggio 2011

Video cult: L'impeccabile Mr Wolf

"Sono il signor Wolf, risolvo problemi"

Lui sì che sa affrontare ogni problema (anche piuttosto spinoso) con metodo, lucidità e innegabile  classe.
Mi servirebbe proprio, magari domani lo chiamo...