mercoledì 28 settembre 2011

Trailer: L'amore che resta di Gus Van Sant



Ho già capito che sarà uno di quei film che fanno male, fanno bene...
Gus Van Sant vale sempre la pena, a qualsiasi costo.

In uscita nelle sale il 7 ottobre.

lunedì 26 settembre 2011

Al cinema: Che film andiamo a vedere?

Pensate che bella l'idea di una giornata piovosa e voi chiusi al calduccio dentro ad un cinema...

Sì, stavo guardando la programmazione di film a Torino, pregustandomi la nuova stagione cinematografica che finalmente inizia!!!

E in attesa di una scenografica pioggia come perfetto set della nostra "serata o domenica cinema", dunque... ecco i film, accompagnati da una trama sommaria, da cui partirei... Chi li ha già visti? E che ne pensate?




La pelle che abito di Pedro Amodovar: torna l'amato Pedro con la storia di un chirurgo estetico che ha perso la moglie in un incidente d'auto che l'ha carbonizzata. Da allora ha messo tutto il suo impegno per costruire una pelle sostitutiva, più resistente di quella umana e perfettamente compatibile. Perfezionata l'invenzione, ha avuto bisogno di una cavia e non ha esitato a sequestrare il ragazzo che ha tentato di stuprargli la figlia, a privarlo dell'organo più esteso del suo corpo e ad obbligarlo a (soprav)vivere in un'altra pelle, che non gli appartiene.





Carnage di Roman Polanski: in un appartamento di Brooklyn due coppie provano a risolvere un incidente che ha visto protagonisti i loro figli adolescenti. Ricevuti dai coniugi Longstreet, genitori della parte lesa, i Cowan corrispondono proponimenti e gentilezza. Almeno fino a quando la nausea della signora Cowan non viene rigettata sui preziosi libri d'arte della signora Longstreet.





Contagion di Steven Soderbergh: l'umanità è in pericolo a causa di una malattia molto simile, per causa ed effetto, all'influenza suina. 

Terraferma di Emanuele Crialese: in un'isola del Mare Nostrum Filippo, un ventenne orfano di padre, vive con la madre Giulietta e il Nonno Ernesto, un vecchio e irriducibile pescatore che pratica la legge del mare. Durante una battuta di pesca, Filippo ed Ernesto salvano dall'annegamento una donna incinta e il suo bambino di pochi anni. In barba alla burocrazia e alla finanza, decidono di prendersi cura di loro

Io sono Li di Andrea Segre: Shun Li lavora in un laboratorio tessile della periferia romana per ottenere i documenti e riuscire a far venire in Italia suo figlio di 8 anni. All’improvviso viene trasferita a Chioggia per lavorare come barista in un’osteria. Bepi, pescatore di origini slave, soprannominato dagli amici “il Poeta”, da anni frequenta quella piccola osteria. Il loro incontro è una fuga poetica dalla solitudine, un dialogo silenzioso tra culture diverse, ma non più lontane.




E poi non dimentichiamo che il 30 settembre uscirà A dangerous method di Cronenberg, a metà ottobre l'attesissimo This must be the place di Sorrentino e Mezzanotte a Parigi di Woody Allen (che ho avuto occasione già di vedere a Cannes, non male, leggete la mia recensione), e poi e poi ... il 7 ottobre L'amore che resta del mio regista preferito, Gus Van Sant (il suo anticonformismo e romanticismo visionario danno vita ad un melodramma adolescenziale, presentato a Cannes. Pare sia bellissimo). Dal 14 ottobre arriva la curiosa contaminazione di generi di Cowboys and Aliens di Jon Favreau; e dal 21 ottobre è prevista l'uscita di Melancholia del discusso Lars Von Trier. 


 Dopo una lunga estate buia di film, finalmente la luce. Ecco, questo è il bello delle stagioni fredde, quello che me le fa amare. Allora a presto con nuove recensioni, di nuovo tutti al cinema!


giovedì 8 settembre 2011

DVD: In questo mondo libero*** di Ken Loach - 2007

"Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l'unico modo in cui la società può progredire; l'idea che tutto sia merce di scambio, che l'economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere.
Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri" (Ken Loach)

Sono d'accordo con chi definisce Ken Loach "un regista necessario", infatti i suoi film evidenziano sempre la necessità di contrapporsi in modo netto ad un sistema malato che, dietro un apparente sfavillio, nasconde la possibilità di arricchirsi approfittando della miseria altrui. Il suo sguardo si rivolge in particolare al mondo del lavoro, e soprattutto a quel lavoro sommerso che coinvolge immigrati e clandestini, spesso costretti a subire le dure leggi di un mercato via via più assurdo e meno condivisibile. I suoi personaggi sono solitamente caratterizzati da una grande forza d'animo e dalla voglia di riscatto, lottano contro un mondo egoista e indifferente concentrato su un finto benessere personale, molto materialista.
Cè dunque grande ideologia e senso di giustizia, di rispetto per quell'umanità che cerca di sopravvivere. In ogni sua opera. Bella coerenza e bel modo di lavorare, bell'esempio.

La protagonista, Angie (Kierston Wareing), è una giovane donna divorziata e con figlio a carico, con un trascorso di vita difficile, ma molto ambiziosa e tenace. Dopo essere stata licenziata da un'agenzia che procura lavoro per immigrati, decide di mettersi in proprio con un'amica aprendo una propria agenzia.
Angie si ritrova in un mondo molto duro, che fronteggia con altrettanta durezza, incuranza verso il prossimo e inflessibilità, avendo l'obiettivo primario di  una vita migliore e più agiata. Senza badare troppo se ciò viene raggiunto sfruttando gente in condizioni disperate.

Angie è un mostro, uno di quei mostri -dice appunto Ken Loach - prodotti dallo sfruttamento.
La contrapposizione a Angie nel film è rappresentata dal padre, atterrito dal cinismo e dall'indivualismo della figlia. I temi sono attualissimi ovviamente e riguardano gli atteggiamenti universali di un mondo del lavoro precario e instabile, che privilegia unicamente il profitto a discapito dei diritti.

Il taglio è molto documentaristico e privo di qualsiasi frivolezza, realista e sorretto da una sceneggiatura asciutta e solida.
Ken Loach




Sono sempre stata dell'idea che i film di Ken Loach dovrebbero essere proiettati nelle scuole, aiuterebbero a formare e sensibilizzare le coscienze di una società più responsabile... Che ne dite?

martedì 6 settembre 2011

DVD: Caramel ***1/2 di Nadine Labaki - 2007

Nadine Labaki, attrice e regista del film

CARAMEL, cioè ZUCCHERO, ACQUA e SUCCO DI LIMONE, gli ingredienti di una tecnica di epilazione mediorientale, usata nel negozio di acconciature ed estetica attorno a cui ruota tutto questo bel film, che racconta con normalità e semplicità la vita di 5 donne libanesi.




Alle prese con tanti temi importanti: l'amore illecito, l'accettazione dell'omosessualità, la repressione dei propri desideri per dovere, l'avanzare dell'età, l'attaccamento alle tradizioni.

Mi ha colpito la capacità di Nadine Labuka, attrice protagonista e al suo esordio come regista, di raccontare con grande naturalezza una Beirut diversa e inedita attraverso la vita quotidiana di queste donne che si ascoltano e si aiutano ad affrontare le tante difficoltà della vita, che sono poi quelle di tutto un universo femminile.
I temi, attuali e di rilievo, sono trattati con estrema delicatezza e modernità, senza mai cadere nella retorica o nel melenso.



Ne esce un affresco al femminile contemporaneo e poetico, stupendo, accompagnato inoltre da una fotografia pittorica e da una colonna sonora superlative (l'autore delle musiche è Khaled Mouzanar).