mercoledì 30 maggio 2012

Vere chicche: Charlie Chaplin pensiero




Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso, all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è amore di sè.

(Charlie Chaplin)

sabato 26 maggio 2012

Al cinema 2012: Dark shadows *** di Tim Burton

























Bello senz'anima...
racchiuso in un'elegante confezione-gioiello, effetti visivi, trucco e atmosfere gotiche perfette ma... la storia in sè, la sceneggiatura, che per me è l'anima del film, non è da applausi.
Insomma, anche Tim Burton, come tanti suoi colleghi bravi, ha fatto flop, che peccato... 
Non di incassi sicuramente, ma di contenuti, di emozioni.

Michelle Pfeiffer
Certo è divertente, i personaggi sono simpatici e eccentrici, tanti sono gli effetti speciali, c'è ironia ma è troppo ormai un "déjà-vu" nella sua filmografia! E' ora di cambiare qualcosa. Lo stile di Burton è sempre fantastico, assolutamente, ha delle atmosfere che evocano tutto un mondo interiore, però il problema è che lui non sta andando avanti ma indietro, non c'è evoluzione del suo pensiero. Allora dev'essere tornato alle certezze del suo stile originario. Magari è una fase di passaggio, perché a volte per andare avanti bisogna tornare indietro... e quindi forse il suo prossimo film potrà essere migliore. D'altronde la creatività non è a comando, viene inoltre fortemente influenzata da ciò che si vive.

L'idea di base è interessante, cioè quella di riprendere una soap-opera americana che andò in onda dal 1966 al 1971 che aveva come protagonisti il meglio della narrativa horror e gothic, quindi mostri, vampiri, streghe, fantasmi, lupi mannari. E in questo film continua la storia del protagonista Barnabas Collins (Johnny Depp), capostipite di una importante e ricca famiglia, condannato ad essere un vampiro dalla bella e arrabbiatissima strega Angelique (Eva Green) che vede rifiutato il suo amore morboso, vissuto a senso unico.

La strega Angelique, Eva Green

Ecco, questo forse è il tema più incisivo del film, quello su cui si basa la storia, sviscerata in maniera rocambolesca e spiritosa, come sempre.

Il vampiro si sveglia dopo 200 anni e si ritrova in un mondo profondamente cambiato, estraneo ai nuovi comportamenti, modelli di vita e linguaggi. Rientra nella famiglia Collins e cerca di salvare l'attività lavorativa e di ritrovare il perduto amore che Angelique aveva ucciso. Collins ha una possibilità di salvezza e di vita oltre la vita..

Nell'insieme Dark Shadows si lascia vedere piacevolmente, attira qualche risata, ha un cast ricchissimo di talenti ed è ammirevole per costumi e scenografie impeccabili. Ma restiamo in attesa che Tim Burton recuperi quel tocco in più che questo film ancora non possiede! 

domenica 20 maggio 2012

Al cinema 2012: Quella casa nel bosco*** di Drew Goddard

Strano dire che un horror sia divertente...
                           eppure questo lo è anche! 
C'è molta ironia e citazioni di genere che sicuramente verranno apprezzate da uno spettatore cinefilo, così come potranno divertire uno spettatore meno interessato ai tecnicismi. Perché il film ha ritmo.

E' vero che sono stati usati tutti i cliché dell'horror, ma proprio tutti. Per ribaltarli però come già in passato aveva fatto Scream.

Di un horror bisogna dire il meno possibile per non togliere la giusta dose di suspence, l'ingrediente fondamentale... e il meno possibile è che un gruppo di ragazzi parte in camper per quello che dovrebbe essere un bel week-end in una casa di campagna, che scopriranno presto infestata di strane presenze.
E fin qui, tutto da copione, scontatissimo, anche perché le presenze maligne vengono evocate leggendo uno scritto, come sempre è successo in migliaia di film del genere. In realtà la loro esperienza è manovrata, capiranno di essere semplici  burattini in mani misteriose...

Ad un certo punto diventa esagerato, anche splatter, ma ci sta, ci sta eccome, perché si sente lo spirito divertito e un po' goliardico di chi l'ha realizzato. Qua e là ci sono alcune trovate divertenti, per esempio succede che vengono generati tutti i mostri possibili e immaginabili della storia dell'horror. 
Non ne manca nemmeno uno all'appello!

Ho sempre trovato l'horror un genere che ancora consente parecchie innovazioni e non esente da una certa ironia. E qui c'è tutto, e non dimentichiamo che fa anche molta paura (già, ma io sono un po' fifona, quindi forse poco attendibile...)!



martedì 15 maggio 2012

Vere chicche: Vincent, il primo corto di Tim Burton




Un bel corto, molto gotico. Guardatelo, dura solo 5 minuti. Forse non è proprio conciliante per il sonno comunque ... buonanotte!

lunedì 7 maggio 2012

Trailer: Tim Burton al cinema tra pochi giorni




11 maggio: uscita di Dark Shadows nei cinema, il nuovo film di Tim Burton ispirato alla omonima serie tv gotica americana trasmessa negli anni '60-'70. Sono proprio curiosa... Buonanotte!

giovedì 3 maggio 2012

Al cinema 2012: To Rome with love **1/2 di W. Allen

Più leggero dell'aria, praticamente evanescente, memorabile solo per essere forse tra i più brutti film del pur sempre geniale Woody Allen...

Eppure lo salvo, per un unico motivo: questo film contiene l'ironica spiegazione del perchè il regista si ostini a tenere la straordinaria media di un film l'anno! 

Quesito che spesso si pongono i giornalisti, così come il pubblico che lo segue, sovente un po'  deluso. Anche se qua e là si salva sempre. Midnight in Paris per esempio non era niente male.

Per capire la risposta, partiamo col dire che il film è una passeggiata per Roma, dove si avvicendano vari personaggi ed episodi in una città da cartolina anni '60, accompagnata da vecchie musiche della tradizione italiana che rendono l'immagine complessiva piuttosto stereotipata e antiquata. Ma... siamo così??? O questa è l'immagine che Allen ci dà della visione del turista medio americano?

Temi sfruttati, nessuna novità... c'è un Benigni che all'improvviso diventa un personaggio noto, senza alcuna ragione, e si abitua rovinosamente all'interesse dei media nei suoi confronti; c'è una coppia che x poter stare insieme con rinnovata passione casualmente si tradisce in modo trasgressivo e stravagante; un'altra giovane coppia, di architetti, viene frantumata dall'arrivo della bella amica un po' nevrotica, inaffidabile e inafferrabile, dal fascino intellettual-sensuale (da sempre presente nei film di Allen, la sua "femme fatale"); e infine Woody Allen interpreta se stesso nel ruolo di un regista d'opera in pensione che scopre inaspettatamente il talento canoro del quasi consuocero e lo spinge ad intraprendere una insolita carriera.

Ed ecco, siamo arrivati al dunque: proprio in questo episodio Woody Allen spiega se stesso, attualmente, e lo fa  tramite il personaggio che interpreta, un uomo in età pensionabile, proprio come lui. E' a questo stato, l'età pensionabile, che cerca di sfuggire ad ogni costo per sentirsi ancora vicino alla vita e ancora lontano dalla morte. Sì, lo dice appunto il suo personaggio: pensione = morte. E pur di starci lontano, è disposto ad inventarsi spettacoli lirici al limite (come spesso accade a lui con i suoi film, che se non sono al limite sono spesso lontani da un livello elevato) con la scusa di saper precorrere i tempi. Per sentirsi ancora vivo. E neppure le critiche negative della stampa possono fermarlo (nel film e nella vita, direi), tanta è l'energia e la linfa che gli viene trasmessa dal suo lavoro.


Non riceverà riconoscimenti il film, ma un bel premio all'autoironia e all'autocritica lo merita sicuramente questo grande regista! 

A lui perdoniamo tutto, se serve a mantenerlo in vita... ancor di più!
Per quanto mi riguarda, continuerò imperterrita a seguire tutti i suoi film, anche i più improbabili... To Woody with Love!

Come al solito, cast di alto livello, anche tanti attori italiani che hanno afferrato l'ottima chance di comparire in un film di Woody Allen, seppur non particolarmente brillante.