domenica 20 marzo 2011

Al cinema: Biutiful*** - di A. G. Inarritu

”In qualche modo Biutiful è, di nuovo, su un tema che mi ossessiona da tutta la vita e che ossessiona il mio lavoro: è un film sulla paternità, sulla paura di perdere un padre, di essere padre e su quel momento in cui cominci a diventare il tuo proprio padre e i tuoi figli cominciano a diventare te”- A.G. Inarritu.

Molto diverso dai precedenti film (Amores perros, 21 grammi, Babel) sempre incentrati su storie di più personaggi che poi si intrecciano casualmente componendo un quadro d'insieme. Per la prima volta infatti Inarritu realizza un film senza la sofisticata sceneggiatura di Guillermo Arriaga e risulta dunque così diverso dai precedenti. La sceneggiatura del film è lineare, segue passo passo la difficile storia di Uxbal (Javier Bardem), uomo che vive di espedienti in una Barcellona di emarginati e padre amorevole e preoccupato per la sorte dei propri figli.

La sua situazione è disperata: è malato di cancro e ha una moglie con gravi problemi psichici. La paternità è molto sentita da Uxbal, che si preoccupa sopra ogni altra cosa per la sorte dei propri figli e spera, cerca fino all'ultimo di garantirne almeno la sopravvivenza. Ma non c'è speranza alcuna in questo film, la sorte di Uxbal e della sua famiglia è segnata e si rinuncia da subito ad un chiaramente improbabile lieto fine. Viene resa bene la miseria umana: fragile e commovente quella di Malambra (la moglie,Maricel Álvarez), molto dignitosa quella di Uxbal, meschina e cinica quella di vari altri personaggi che ruotano attorno.
Insieme alla paternità, la miseria è protagonista del film, prende il sopravvento su tutto, si respira in ogni scena e non ci lascia neppure per un attimo.

Inarritu ci mostra tramite Uxbal tutto il dolore di vivere (e di morire) e tutto il cinismo del mondo. Senza patetismo, con lucidità e realismo. Biutiful non è Beautiful.

Javier Bardem si conferma eccellente, espressivo e capace di dar vita a personaggi difficili e complessi di straordinaria umanità, quella che non si vede, che vive ai margini della vita.

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