giovedì 8 settembre 2011

DVD: In questo mondo libero*** di Ken Loach - 2007

"Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l'unico modo in cui la società può progredire; l'idea che tutto sia merce di scambio, che l'economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing e che questo è il modo in cui dovremmo vivere.
Ricorrendo allo sfruttamento e producendo mostri" (Ken Loach)

Sono d'accordo con chi definisce Ken Loach "un regista necessario", infatti i suoi film evidenziano sempre la necessità di contrapporsi in modo netto ad un sistema malato che, dietro un apparente sfavillio, nasconde la possibilità di arricchirsi approfittando della miseria altrui. Il suo sguardo si rivolge in particolare al mondo del lavoro, e soprattutto a quel lavoro sommerso che coinvolge immigrati e clandestini, spesso costretti a subire le dure leggi di un mercato via via più assurdo e meno condivisibile. I suoi personaggi sono solitamente caratterizzati da una grande forza d'animo e dalla voglia di riscatto, lottano contro un mondo egoista e indifferente concentrato su un finto benessere personale, molto materialista.
Cè dunque grande ideologia e senso di giustizia, di rispetto per quell'umanità che cerca di sopravvivere. In ogni sua opera. Bella coerenza e bel modo di lavorare, bell'esempio.

La protagonista, Angie (Kierston Wareing), è una giovane donna divorziata e con figlio a carico, con un trascorso di vita difficile, ma molto ambiziosa e tenace. Dopo essere stata licenziata da un'agenzia che procura lavoro per immigrati, decide di mettersi in proprio con un'amica aprendo una propria agenzia.
Angie si ritrova in un mondo molto duro, che fronteggia con altrettanta durezza, incuranza verso il prossimo e inflessibilità, avendo l'obiettivo primario di  una vita migliore e più agiata. Senza badare troppo se ciò viene raggiunto sfruttando gente in condizioni disperate.

Angie è un mostro, uno di quei mostri -dice appunto Ken Loach - prodotti dallo sfruttamento.
La contrapposizione a Angie nel film è rappresentata dal padre, atterrito dal cinismo e dall'indivualismo della figlia. I temi sono attualissimi ovviamente e riguardano gli atteggiamenti universali di un mondo del lavoro precario e instabile, che privilegia unicamente il profitto a discapito dei diritti.

Il taglio è molto documentaristico e privo di qualsiasi frivolezza, realista e sorretto da una sceneggiatura asciutta e solida.
Ken Loach




Sono sempre stata dell'idea che i film di Ken Loach dovrebbero essere proiettati nelle scuole, aiuterebbero a formare e sensibilizzare le coscienze di una società più responsabile... Che ne dite?

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