giovedì 30 dicembre 2010

DVD: Elephant**** di Gus Van Sant - 2003

Capisco perfettamente perchè il film ha vinto al Festival di Cannes del 2003 sia la Palma d'oro, sia il premio per la miglior regia. Per assegnare entrambi i meritatissimi premi, la giuria ha dovuto addirittura chiedere una deroga al regolamento, che normalmente non concede di assegnarli tutti e due allo stesso film.

Film di grande raffinatezza, pieno di lunghi piani sequenza, con la macchina da presa che segue tutti i movimenti di alcuni dei protagonisti che in seguito diverranno vittime o assassini.
Van Sant prende spunto infatti dalla strage compiuta da due studenti verso compagni e professori nel liceo di Columbine negli Stati Uniti.

L'azione si svolge nell'arco di una sola giornata: per circa 2/3 il film racconta la vita normale e tranquilla degli studenti di un liceo di Portland (Oregon), ripresa da più soggettive, poi la violenza irrompe traumaticamente con una strage compiuta da due studenti armati. Il film ha dunque due ritmi opposti: quello iniziale, lento, comprensivo dei tempi morti della vita reale degli studenti, e quello finale, spiazzante e immediato come è appunto un'esecuzione.


Il regista Gus Van Sant
G. Van Sant, come sempre, non indaga e non giudica, ma si limita a osservare e a mostrare, con un pedinamento veramente assiduo, l'atmosfera quotidiana di una giornata che in realtà non risulterà per niente "normale".
Il suo stile è unico e inconfondibile, lui è abile e incisivo come pochi altri attualmente. Tutti i suoi film sono capolavori, da Drugstore cowboy a Belli e Dannati, da Last days a Milk, a Paranoid Park. Tanto per citarne alcuni tra i più famosi, ma non ricordo un film di Gus Van Sant che non mi sia piaciuto e non mi abbia colpito.

Mi chiedevo che significava lo strano titolo Elephant e così ho scoperto che richiama un proverbio americano, quello cosiddetto dell'"elefante nella stanza", di cui incredibilmente nessuno si accorge nonostante le imponenti dimensioni ...

Altra curiosità: il film è stato girato in tempi brevissimi, appena 21 giorni, con attori non professionisti.

martedì 28 dicembre 2010

Al cinema: Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni ** di Woody Allen

Freida Pinto
Si può dire che è uno dei film meno belli di Woody Allen? Spiace dirlo però, soprattutto a me che adoro Woody Allen, nonostante la sua ovvia e conclamata fase di declino ... Ma ha realizzato dei film talmente meravigliosi che è perdonabile, soprattutto a 75 anni.

E dire che aveva grandi potenzialità questo film che vuole esprimere la potenza delle illusioni di cui abbiamo disperato bisogno per dare un senso alla nostra vita e alle nostre azioni, per cercare di conquistare (invano) la tanto sperata felicità.
Finendo poi col contentarci di un po' di misera serenità ...
Insomma realismo, cinismo e disillusione pura.

Eppure, nonostante queste splendide premesse, l'ultimo lavoro di Woody Allen è noiosetto e scontato, sappiamo già dove va a parare: Alphie (Antony Hopkins) non uscirà indenne dalla sua crisi di terza età lasciando la moglie coetanea (Gemma Jones) e sposando un'avvenente e insulsa escort; sappiamo che anche sua figlia Sally (Naomi Watts) difficilmente risolverà la sua crisi matrimoniale e altrettanto difficilmente coronerà la sua illusoria storia d'amore con il bel gallerista (Antonio Banderas); suo marito Roy (Josh Brolin) si metterà con la giovane vicina (Freida Pinto) ma anche in questo caso non si realizzerà la piena soddisfazione. Solo la  pittoresca moglie di Alphie troverà una sorta di felicità amorosa con un altrettanto strano personaggio. Difficile decretare quanto sia amore e quanto umana solidarietà ...


Josh Brolin e Naomi Watts
Tutti questi personaggi vivono comunque, seppur per un attimo, l'illusione della felicità.

Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni è stranamento lento e neanche troppo spiritoso, nè eccezionalmente divertente nelle battute, tanto è permeato di lucida amarezza. Non ha il ritmo di certi film del regista. E' una sorta di ripetizione, più sconsolata, di Basta che funzioni e ci trasmette tutta la paura dell'invecchiamento e della solitudine che sicuramente sta ossessionando Woody Allen.
Terapeutico ... ma solo per lui.

domenica 19 dicembre 2010

DVD: Non c'è pace per Basile** di Alain Guiraudie - 2003

Quando si vogliono sperimentare film insoliti e meno commerciali ... beh, si corre qualche piccolo rischio, come ad esempio quello di fare una gran fatica a seguire la storia, anche perchè volutamente sconclusionata.

Premetto che Non c'è pace per Basile è stato presentato con un certo successo alla Quinzaine di Cannes del 2003 ed è stato definito neosurrealista. E sicuramente lo è, non c'è dubbio!

Succede che un ragazzo, Basile (Thomas Suire) si sveglia da un sogno in cui riceve una rivelazione: questo sarà il suo ultimo sogno, dal prossimo non si risveglierà più, morirà.
Allora Basile è terrorizzato all'idea di riaddormentarsi e decide che non dovrà più dormire. Fa una strage di persone, viene inseguito (o insegue?) da un certo Johnny Gott che lo salva però da due mafiosi ... il film è pieno di personaggi curiosi che appaiono e scompaiono, muoiono e poi ricompaiono in altre scene vivi e vegeti. Realtà e fantasia si mischiano e ... non ci capiamo più nulla, siamo pieni di dubbi proprio perchè il punto di vista principale è quello onirico.

E' un film con giovani protagonisti che in certi punti tenta l'approccio filosofico; se vogliamo trovare dei pregi, allora possiamo anche dire che è molto bella la fotografia, però ... ecco, non basta.

L'intento del regista è ambizioso, tuttavia io ho trovato questo film davvero faticoso da seguire e alquanto bislacco. Che fatica arrivare alla fine ...  ci sono riuscita solo per amore del mio blog!





giovedì 16 dicembre 2010

Video cult: Il grande Lebowski

La serata prosegue alla grande in compagnia di Drugo ...

DVD: La ragazza sul ponte***** di Patrice Leconte - 1999

Vanessa Paradis

Basterà assistere alle primissime scene per venirne rapiti, si capisce da subito che è un capolavoro. Irresistibile.

Inizia con una splendida Vanessa Paradis in primo piano che racconta in modo innocente e tragicamente sincero le sue disavventure amorose, la sua vita sciagurata e all'insegna della sfortuna. Rivediamo poi la ragazza su un ponte, pronta a buttarsi al di sotto, e fermata dalla strano incontro con un lanciatore di coltelli, Gabor (Daniel Auteuil) che le propone di fare un ultimo tentativo di vita diventando la sua assistente. Che avrebbe da perdere? Inizia per i due un periodo straordinariamente vivace e fortunatissimo, si esibiscono in numeri e spettacoli sempre più rischiosi riscuotendo grande successo, vincono soldi al casino e tutto gira per il verso giusto.
Come dice Gabor, insieme sono come una banconota: unita ha valore, divisa non ne ha alcuno. Infatti quando lei lo lascia per un marinaio greco (in viaggio di nozze!) la fortuna abbandona entrambi.

Protagonista è la fortuna, e la sua avversaria - la sfortuna. Nel film, una tragicommedia a lieto fine, tutto gira nel verso giusto: la storia è originale, una bella avventura nomade che ci fa attraversare paesi e situazioni estrose, i personaggi sono interessanti e pieni di sottile fascino. In più La ragazza sul ponte è pure avvincente; ha ritmo e dialoghi spiritosi, raffinati. Tutti gli ingredienti, ben calibrati, sono miscelati con abilità, ironia e originalità. Anche la scelta del bianco e nero nitido è senza dubbio perfetta. Bella la colonna sonora.

Insomma, un gioiello.

Sensuali e cerebrali le scene del momento del lancio di coltelli, rappresentate come amore carnale tra i due,  un misto di sofferenza e piacere.


Daniel Auteil è camaleontico, istrionico e capace di interpretare ruoli diversissimi. Qui, con questa stravagante interpretazione che gli è valsa un César, riesce a rendersi indimenticabile. Bravissima Vanessa Paradis, un misto di maliziosa innocenza e sensualità.

Daniel Auteuil
Il capolavoro di Patrice Leconte.

martedì 14 dicembre 2010

DVD: Mare dentro**** di Alejandro Amenabar - 2004


Profondo, commovente, poetico.
E molto intelligente.

Certamente doloroso, ma vale davvero la pena soffrire un po' per vedere un film che sa approfondire così bene, con delicatezza e sensibilità, la sofferenza umana tramite la situazione di un uomo invalido e il suo percorso emotivo, le ragioni che gli fanno preferire lucidamente la morte a quella che lui sente come una non-vita.

Il film è incentrato sull'eutanasia e sulla libertà di un essere umano di scegliere, dignitosamente, di vivere o di morire.  La meraviglia è che non c'è pietismo, nè moralismo (come spesso succede in film che parlano di handicap), l'unico intento del regista è di farci entrare nella mente del protagonista, di farci intensamente capire ciò che prova Ramòn (Javier Bardem), straordinario tetraplegico da 28 anni inchiodato ad un letto a causa di un incidente in mare. Senza giudicare.

Emozionanti i viaggi mentali di Ramon dalla finestra della sua camera, da cui immagina di volare e raggiungere le persone amate, la natura e il suo mare, luogo dove tutto ha avuto origine e fine allo stesso tempo.

Mi è venuto subito in mente un altro film stupendo, Lo scafandro e la farfalla, dove il protagonista, gravemente danneggiato da un ictus, vuole invece assolutamente vivere e godere di ciò che gli è concesso tentando di superare l'handicap della propria condizione. Altro punto di vista, insolito, sempre trattato con sensibilità e come libera, difficile scelta.

Nel 2004 Mare dentro si è aggiudicato il Gran premio della giuria alla 61ª Mostra del cinema di Venezia e nel 2005 anche l'Oscar come miglior film straniero.

Toccante Javier Bardem, tra gli attori più capaci e carismatici del momento; il regista Amenabar dimostra di essere un eclettico e di saper passare dai fantasmi di The others all'intrigante e originale Apri gli occhi (solo per citarne alcuni) ad un film come Mare dentro, introspettivo e sofferente.



lunedì 13 dicembre 2010

Video cult: Discorso da Il grande dittatore

Dedicato a noi idealisti, anche se sempre più disillusi ... Buona serata

sabato 11 dicembre 2010

DVD: La banda del porno-Dilettanti allo sbaraglio!*** di Michael Traeger-2005

Divertentisssssssimo!!!!

Si ride di gusto dall'inizio alla fine, è una commedia spiritosa e irriverente, tratta l'argomento sessuale con naturalezza e senso dell'umorismo molto inglese, pur essendo americana.

Andy (Jeff Bridges) è in un momento difficile, di bilanci della sua vita: non ha combinato granchè, è divorziato, la moglie si è risposata con un tipo perfetto e ricchissimo, ha un figlio che non vive con lui ...

Allora per riscattare se stesso e per dare un'immagine vincente al figlio inizia a pensare ad un'idea che possa renderlo ricco e soddisfatto; e che cosa pensa? Che ciò che più attira la massa e fa vendere è il sesso. Da qui l'idea di girare un film porno low-cost, quindi per forza amatoriale. Coinvolge la comunità del paese in cui vive, forma il gruppo direttivo e poco alla volta anche il cast e .... iniziano le comicissime riprese!

Guardate questo pezzo, è fortissimo.


Il film rappresenta la provincia più provincia dell'America, il senso di solidarietà, di appartenenza e di amicizia che lega gli abitanti di piccoli mondi come questo. E per la maggior parte dei personaggi il progetto del film diviene una possibile redenzione, un'occasione per riprendere in mano la propria vita o un modo per conoscersi meglio e dichiarare se stessi.

Il film è americano, ma ricorda tantissimo film inglesi come Full Monty o l'Erba di Grace, la struttura è la stessa: si parte da una comunità solidale con un problema economico di base che utilizza canali non convenzionali per risolverlo. E ci riesce.
Infatti anche La banda del porno ha la sua giusta happy end, è una vera e propria favola sociale, gradevolissima e piena di scene e battute esilaranti.



Jeff Briges, come sempre, riesce a caratterizzare bene il proprio personaggio e a dargli personalità; tutti gli altri personaggi sono comunque ben delineati e interpretati, risultando tipi originali e deliziosamente strampalati.

Il film è del 2005, ma per noi è recentissimo, infatti in Italia è uscito nell'ottobre 2010.

Consigliatissimo!

venerdì 10 dicembre 2010

giovedì 9 dicembre 2010

Video cult: La libertà di Easy Rider



Casualmente ho rivisto su RaiMovie, con soddisfazione, questo grande film del 1969, bandiera di una generazione e del movimento on the road. Ecco uno dei pezzi "clou" del film, con un Jack Nicholson davvero memorabile che parla di libertà, mitizzando con questo film l'anticonformismo hippy in contrapposizione alla morale borghese dell'epoca.

DVD: Non è peccato*** di Richard Glatzer/Wash Westmoreland - 2006

Vincitore del Sundance Festival nel 2006, è stato girato da due registi indipendenti con un piccolo budget, ma con un'idea sentita e originale e con l'interesse, il rispetto per contesti culturali differenti dai propri.
Raccontano i 2 registi, anche sceneggiatori del film, che qualche tempo dopo essersi trasferiti a Echo Park, dei vicini di casa avevano chiesto loro di fotografare una Quinceanera, la festa con cui si celebra il quindicesimo compleanno delle fanciulle e che segna il passaggio all'età adulta; da qui l'ispirazione per il film, i cui attori sono per lo più veri abitanti del quartiere.
E' narrata in modo realistico, ed insieme affettuoso, la comunità ispanica di Echo Park all'interno di Los Angeles.

La protagonista è Magdalena, una quattordicenne che rimane incinta (anche senza aver avuto un rapporto sessuale completo), e per questo viene ripudiata dal padre; trova ospitalità presso uno zio anziano, dalla mentalità aperta da cui già vive il cugino, anch'egli ripudiato dalla propria famiglia perchè gay.  
Non aggiungo altro, solo che Magdalena arriverà alla sua Quinceanera pronta per l'età adulta.

Nel film è in scena più che altro la vita della comunità ispanica con i suoi pregiudizi, credenze, tradizioni e tabù, ma lo sguardo dei registi è affettuoso, comprensivo; vengono messe in risalto le differenze sociali e le difficoltà economiche degli immigrati ispanici, che si ritrovano a condividere gli spazi con nuove famiglie anglosassoni arricchite nel momento in cui Echo Park diviene un quartiere di tendenza.

E ci racconta come convivono culture diverse, con occhio attento e riflessivo, ma soprattutto, ripeto, con tanta comprensione e affetto.

E' uno di quei film che riescono a farti respirare e comprendere una cultura diversa, dove grandi temi della vita vengono affrontati con una piacevolissima leggerezza di fondo ... non è facile riuscirci in questo modo, viva il cinema indipendente!


lunedì 6 dicembre 2010

ToFilmFestival: Super** di James Gunn



Grottesco, trash ed esagerato ...

per questo alla fine è divertente! Perchè tutto è spinto all'eccesso, a partire dal protagonista Frank (Rainn Wilson) che da uomo normale, ma incredibilmente sfigato, decide di diventare un supereroe, Crimson Bolt, con tanto di assurdo costume, calzamaglia e maschera. Naturalmente senza superpoteri.

Gli unici momenti memorabili della sua vita sono il matrimonio con la splendida moglie, decisamente superiore alle sue aspettative (Liv Tyler), e quando aiuta un poliziotto a catturare un malvivente, indicandone il nascondiglio. Fine.
Quando la moglie si invaghisce di uno spacciatore (il mitico Kevin Bacon) e scappa con lui diventando tossicodipendente, scatterà in Frank la molla per cambiare la sua vita ordinaria e anonima.
Si trasformerà in Crimson Bolt, supereroe intransigente e pasticcione, sarà affiancato da una "assistente" altrettanto inesperta e squilibrata(Ellen Page) e tenterà di attrezzarsi al meglio per riprendersi la moglie.

Il film è sicuramente fantasioso e grottesco, anche se il regista tende a perdersi nelle trovate splatter del patetico Crimson Bolt diventando ripetitivo e finendo col penalizzare la storia.

A suo enorme favore, comunque, l'essere un regista indipendente e l'aver realizzato un film molto originale a basso costo.

domenica 5 dicembre 2010

ToFilmFestival: Henry*** di Alessandro Piva

Carolina Crescentini
Henry è l'eroina, così viene chiamata in gergo dai narcotrafficanti africani, ed è la protagonista di questo poliziesco un po' pulp ambientato in una Roma insolita e multietnica.

Varie storie si intrecciano e si riuniscono, ognuno è a suo modo implicato con l'eroina: una ragazza ed il suo fidanzato ne fanno uso saltuariamente e la ricerca della stessa metterà entrambi in una situazione rischiosa e complicata, un pusher e sua madre verranno assassinati innescando una guerra tra bande criminali, dei poliziotti incaricati di fare luce sull'omicidio la combattono ed uno di loro la utilizza, gli africani e un gruppo "folckloristico" di malavitosi italiani se ne contendono il mercato.

Il film è volutamente disomogeneo nel ritmo, tramite un montaggio che alterna momenti di esplorazione interiore dei personaggi (che parlano e si rivolgono direttamente allo spettatore) ad altri di azione frenetica e violenta. Le scene sono accompagnate da una colonna sonora assolutamente perfetta e adatta.  

Molto divertenti i malavitosi italiani, ben caratterizzati e ritratti "alla Tarantino", con grande senso dell'umorismo a tratti un po' macabro. C'è addirittura una scena in macchina che ricorda e fa il verso a quella famosa di Pulp Fiction e che trovo una citazione azzeccata inserita nel contesto del film.

Alla fine, però, per quanto riguarda i personaggi ... c'è tanta carne al fuoco e l'esplorazione risulta piuttosto incompleta, non approfondisce a sufficienza. Interessante la visione inedita di questa Roma notturna e sconosciuta ai più, bella l'atmosfera "nera" che si è voluta creare.

Ottimo cast di attori  (Dino Abbrescia, David Coco, Carolina Crescentini, Pietro De Silva, Eriq Ebouaney, Vito Facciolla, Roberta Fiorentini, Aurelien Gaya, Claudio Gioè, Susy Laude); produzione, regia, sceneggiatura e montaggio di Alessandro Piva, che ha avuto non poche difficoltà a produrre e veicolare il film.  



sabato 4 dicembre 2010

ToFilmFestival: Che cosa ha deciso la giuria?

Che WINTER'S BONE di Debra Granik è il miglior film e quindi si aggiudica il premio (euro 25.000) per il miglior film. Aveva già vinto il Gran Premio della Giuria (U.S. Dramatic) al Sundance Film Festival 2010.


Ecco gli altri vincitori:


Premio speciale della Giuria ex aequo (per un totale di euro 10.000) a:
LES SIGNES VITAUX di Sophie Deraspe (Canada, 2009, 35mm, 87′)  e

LAS MARIMBAS DEL INFIERNO di Julio Hernández Cordón (Guatemala/Francia/Messico, 2010, HDCam, 73′)



Premio per la Miglior Attrice, in collaborazione con Max, ex aequo a:
JENNIFER LAWRENCE per
WINTER’S BONE di Debra Granik (USA, 2010, 35mm, 100′) e ERICA RIVAS per
POR TU CULPA di Anahí Berneri (Argentina/Francia, 2010, 35mm, 87′)

Premio per il Miglior Attore, in collaborazione con Max a:
OMID DJALILI per THE INFIDEL di Josh Appignanesi (UK, 2010, 35mm, 105′)


Premio del pubblico per il Miglior Film, in collaborazione con Digima a:
HENRY di Alessandro Piva (Italia, 2010, HDCam, 94’)


Chiude il festival la proiezione di Clint Eastwood Hereafter, l'ingresso è solo su invito, quindi attenderemo l'uscita in sala il 5 gennaio 2011.

giovedì 2 dicembre 2010

Mostre: Diversamente vivi - Museo del Cinema a Torino

C'è tempo ancora fino al 9 gennaio per vedere non-morti e non-vivi all'interno del Museo del Cinema di Torino.
Una buona idea per il periodo di vacanze natalizie...

Diversamente vivi. Zombi, vampiri, mummie, fantasmi
30 settembre 2010 - 9 gennaio 2011

Mole Antonelliana, Torino
A cura di Peppino Ortoleva
Tel. 011 8125658
Via Montebello, 20
10124 Torino
museo del cinema


Orari
Da martedì a venerdì: 9.00-20.00
Sabato: 9.00-23.00
Domenica: 9.00-20.00
Lunedì: chiuso

mercoledì 1 dicembre 2010

Stasera Flight of the conchords!!!

Non vedo l'ora di vedere i nuovi episodi di questa spassosissima serie!

Appuntamento stasera alle ore 22 su MTV, guardiamolo insieme ... buona visione!