lunedì 7 novembre 2011

DVD: Riflessi sula pelle**** di Philip Ridley - 1990

Ricorda lo stile visionario e allucinato di David Lynch questo sconosciuto, raffinatissimo film d'esordio dell'eclettico Philip Ridly - scrittore, regista, pittore e fotografo. Tutto il film gioca sulle apparenze e sul fermarsi alla superficie delle cose (la pelle) senza sforzarsi di guardare e vedere più a fondo.
Un paesino della provincia canadese, anni '50:  una banda di pedofili uccide dei bambini. Del primo omicidio viene accusato il padre del piccolo Seth, perchè in passato aveva avuto una relazione omosessuale. L'uomo si suicida per la vergogna di un'accusa ingiusta e infamante. Questo avvenimento riporta in paese il fratello maggiore di Seth (Jeremy Cooper), Cameron (Viggo Mortensen), che prestava servizio militare nel Pacifico. Cameron si ritrova a dover badare ad una madre nevrotica e ad un fratellino terrorizzato all'idea di restare da solo con lei. Si innamora della vedova Dolphin (Lindsay Duncan), che Seth crede una vampira.

L'intero film ha la prospettiva di Seth, fantasiosa e un po' disturbata, ma si può pure dire che gli eventi, il luogo e i personaggi sono talmente inquietanti da prestarsi ad una rilettura alternativa della realtà. Infatti si entra nell'incubo di Seth e per tutto il film ci si interroga circa la natura dei fatti e la possibile interpretazione.  


"L'innocenza può essere un inferno": 
tra i temi principali proprio la crudeltà e l'innocenza dell'infanzia, il dolore che comporta la crescita.



Fotografia meravigliosa, dove i desolati paesaggi della campagna canadese si trasformano in quadri dai colori intensi e luminosi del grano, della terra bruciata dal sole e del cielo spruzzato di nuvole, accompagnati da una colonna sonora maestosa e imponente.
Questo villaggio dimenticato da Dio è una sorta di microcosmo alienato e alienante, dominato dalla morte e dalla staticità, in cui tutti i personaggi sembrano rimanere intrappolati.

Bell'atmosfera gotica, che rende il film incredibilmente affascinante, suggestivo.

Undici premi e riconoscimenti internazionali, tutti meritatissimi, tra i quali il Pardo d’argento al Festival di Locarno.

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