mercoledì 2 marzo 2011

Al cinema: Ladri di cadaveri** - di John Landis

Film particolare ma che non si distingue per la sua particolarità.

La regia è di John Landis, che torna dopo una lunghissima e sentita assenza ... c'è una certa delusione, ci si aspetta molto di più da uno dei registi tra i più originali del pianeta.

Dopo film cult come The Blues Brothers, il meraviglioso Un lupo mannaro americano a Londra, Tutto in una notte, Animal House e tantissimi altri degni di nota ...  forse bisogna avere meno aspettative, sembra difficile per molti artisti avere grandi ispirazioni o lampi di genio di questi tempi. Chissà.
Nella Scozia di inizio Ottocento due truffatori diventano inizialmente ladri di cadaveri per far fronte alle richieste di un importante anatomista per le proprie lezioni; essendo il mercato in crescita, successivamente diventano assassini, l'uno per arricchirsi e l'altro per conquistare la donna di cui si innamora.

Il film è grottesco, ironico, di un umorismo molto inglese infatti l'omicidio diventa un fatto rocambolesco e preso con la massima leggerezza (tanto - si dice nel film - ogni uomo esce dal grembo materno già condannato a morire); i due farabutti sono l'uno cinico e materialista, l'altro incantato e ingenuamente romantico, si contrappongono bene. Tutto qui però.

 Mi è piaciuta la scritta a inizio film:

"Questa storia è ispirata a fatti reali, tranne quelli che non lo sono"

che già dichiarano l'onesta disonestà di Landis nel trattare liberamente ed artisticamente i fatti, mescolando a suo piacimento realtà e finzione al contrario dei soliti e sempre più film che invece vantano di trattare storie vere. 

Manca però l'irriverente e dirompente anarchia di un tempo, questo film sembra solo un puro "divertissement" per il regista, senza alcuno scopo particolare.

John Landis

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