domenica 19 giugno 2011

DVD: Il cigno nero** di Darren Aronofsky - 2010


Tanto rumore per nulla, tutto è portato all'eccesso per creare uno psico-dramma catarchico senza partire da un vero dramma.
Credo sia uno di quei film che si ama o si odia, non ci sono mezze misure. Ed io lo odio.

Natalie Portman interpreta Nina, una ballerina perfezionista e psicologicamente instabile, resa tale da una madre iperprotettiva e dominante. Nel momento in cui ha la possibilità, offertagli dal suo spietato coreografo (Vincent Cassel), di interpretare il doppio ruolo di cigno bianco (delicata purezza) - cigno nero (torbida passione) nel Lago dei cigni di Cajkovskij, si scontra con la difficoltà di far emergere il suo "cigno nero". Incapace di vivere liberamente le emozioni, tutta tesa al controllo di se stessa farà un percorso visionario e paranoico, vivrà un rapporto ambiguo con una collega-rivale (Mila Kunis) che rappresenta la sua "metà oscura", per riuscire a portare alla luce la parte più istintiva, indispensabile per raggiungere una completezza ed una carica sensuale tali da interpretare degnamente entrambi i ruoli.
Fino alla follia.


Allora ... l'indagine del regista è rivolta al cinematograficamente sfruttatissimo-ma-sempre-affascinante tema del doppio, con la fin troppo facile contrapposizione del bianco-nero. Se guardiamo film come Eva contro Eva, Lo specchio scuro percepiremo una enorme differenza: di stile, di contenuti e dunque di effetto, perchè queste tematiche sono affrontate con più profondità e originalità, soprattutto considerando che sono pellicole datate. Il cigno nero ha inoltre risvolti melodrammatici e quasi horror in stile Che fine ha fatto Baby Jane? ma senza averne le comprensibili e ricercate motivazioni drammatiche. Ne Il cigno nero la psicologia dei personaggi è banalizzata, semplificata.

Insomma, per una trama così, che non regge, tutto questo melodrammone teatrale è eccessivo e senza senso...
Alla fine Nina sembra soltanto una ragazzetta deboluccia e schizofrenica che a fatica e con mille piagnistei tenta di liberarsi dall'oppressione materna per ricercare il lato più oscuro di sè, spinta dall'ambizione.

La parte dedicata ai balletti è carina, i costumi e trucchi di scena sono belli ma non c'è dubbio per me, la cosa migliore del film è la regia di Aronofsky: ossessiva, ansiogena, nevrotica e che segue maniacalmente il viso della protagonista per vivere tutto con lei. Grande uso degli specchi per effetti destabilizzanti e vagamente horror, anche se pure questo è un déjà-vu, presente in centinaia di film (inutile dire spesso migliori?). Reso però bene.


E il finale, come poteva essere viste le premesse? Ma naturalmente teatrale e scontato!

Si è molto parlato, infine, della performance sessuale delle due ballerine rivali, certamente molto esplicita e intrigante, al punto che è stata inserita nella lista delle migliori scene di sesso cinematografico.



Ripeto, tanto rumore per nulla: 5 nomination all'Oscar ma ne ha ottenuto solo 1, per l'interpretazione di Natalie Portman.

2 commenti:

  1. Grazie per la visita! Leggerò presto i tuoi post e ti farò sapere cosa ne penso, ma certo un blog tutto di cinema ;) gnam gnam... e con quelle foto, poi! A prestissimo!

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  2. Grazie Roberto, mi fa molto piacere ciò che scrivi. Attendo i tuoi pareri, a presto!

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